Tabacco – il commento di Maurizio Bartolucci

Giovedì 1 marzo 2012

E’ una piacevole sorpresa questo romanzo di Roberto Fraschetti ambientato a Cuba negli anni ’30 dell’ottocento. Piacevole perché inedito questo ritratto dell’isola caraibica dove tutto, sembra, debba ancora accadere. Grandi proprietà terriere, soprattutto legate alla coltivazione del tabacco, e distese desertiche in una natura ancora intatta. E’ qui che gli schiavi, trasportati dall’Africa, svolgono il loro lavoro senza difese e senza diritti in una condizione subumana. Saranno le idee libertarie che arrivano dall’Europa e soprattutto gli ideali della rivoluzione francese a porre tutto in discussione. Interprete di questo desiderio di libertà è Universo Diaz fuggito dall’Europa per un incidente d’amore. Universo si schiera dalla parte degli oppressi e sconfigge il tentativo della moglie di farlo fuori e prendere il comando della situazione.

Romanzo leggero, che scorre veloce non rinunciando a porre in rilievo le aspirazioni rivoluzionarie che segneranno il contesto degli anni a venire. “Tabacco” di Roberto Fraschetti – Editore Chinaski.

Maurizio Bartolucci

Lorenzo Gasparrini: Recensione del libro “Tabacco” di Roberto Fraschetti

Questo romanzo, va detto subito, non è facile da leggere; chiede molto a chi lo affronta. Prima di tutto perché non è facilmente inseribile in un genere specifico: comincia come il più classico dei “cappa e spada”, poi ha una virata claustrofobica e saggistica come ne “La montagna incantata”, ha uno dei più classici colpi di scena romanzeschi a introdurre una lunga parte strutturata come un giallo/thriller; non manca, prima di concludere, una breve incursione nell’horror, per poi concludersi come un “classico” sudamericano.

Che cos’è che tiene insieme tutti questi stili, tutti questi avvenimenti? Da fuori, ci passa davanti la vita di un solo personaggio, Universo, e fin qui niente di nuovo: il romanzo è nato come racconto di una vita, e la battutissima strada del “romanzo di formazione” è ancora la più sicura. Ma allora a quale domanda risponde questo romanzo? A quale dei tanti interrogativi esistenziali dà la sua risposta?

Credo che la domanda essenziale di “Tabacco” sia: che cos’è una rivoluzione. Il romanzo fornisce una risposta – una tra le tante possibili – e non dal punto di vista storico o politico, perché quello è il compito di altri tipi di scrittura. Il romanzo elabora una risposta esistenziale, valida per un solo uomo (e per di più inventato, inesistente) nella speranza che possa essere d’esempio per altri. Forse.

Universo, a ben guardare, di rivoluzioni ne fa e ne subisce più di una. Lui però, è il caso di notarlo, non cambia maschera: cambia pelle. Le sue rivoluzioni sono vere e proprie reincarnazioni, e la storia che lo tiene debolmente insieme come “vita” è sconvolta a più riprese dalle tante altre vite che, suo malgrado, è costretto a vivere. Il rivoluzionario Universo vive tutte le vite possibili, e quando ha finito i suo ciclo il mondo non è più quello di prima, non solo lui. Le rivoluzioni vanno di pari passo, e non si torna indietro; non si getta nessuna maschera per scoprire una “verità”, perché la rivoluzione stessa è qui la verità – per il semplice fatto che non ce n’è nessun altra possibile.
“Tabacco” è un romanzo sulla rivoluzione cubana, ma non quella più famosa. Cuba ha avuto tante rivoluzioni, come Universo; da tutte c’è da imparare qualcosa, anche se non si è così fortunati da viverci dentro, come il nostro protagonista. Ma è poi una fortuna?Universo cerca continuamente di cambiare il mondo che ha intorno secondo i suoi valori e i suoi desideri, ma questi non sono sempre gli stessi. Alla fine del romanzo è lontanissimo – nel corpo e nell’anima – da quell’Universo che viveva in Spagna. Si può chiedere coerenza a un rivoluzionario? Ma allora, cos’è la coerenza? Anche il romanzo stesso è poco coerente: la classica “discesa agli inferi” del protagonista – un vero luogo comune romanzesco – è rivoluzionata: Universo è all’inferno quando vive come il suo sosia/opposto Segundo, e risale e vive “davvero” quando termina la vita di Segundo.

Come accade nei romanzi migliori, anche “Tabacco” solleva più domande di quante risposte possa provare a fornire. Ed è un bene, perchè così chi legge rimane con molto da pensare, dopo aver chiuso l’ultima pagina.

Lorenzo Gasparrini

Su di me

Classe 1962. Romano.

Nel luglio del 2009 ho abbandonato un lavoro in banca per dedicarmi completamente alla scrittura.

Laureatomi in Scienze Politiche durante la prima repubblica, ho subito numerosi tentativi di ricatti da parte di case editrici a pagamento, per altro sempre rifiutati.

Nel 2001 pubblico “Valle di Luna”, ed. Serarcangeli, ambientato nel deserto della Giordania

Nel 2003 pubblico “Stella del Sud” , ed Affabulazione, libro di viaggio in cui narra gli incontri con personaggi del vasto e variegato continente latino americano.

Nel 2006 in seguito a numerosi viaggi, vengo invitato in Perù, alla “Semana de la Cultura Italiana nel mondo” come autore straniero.

Dopo un soggiorno di sei mesi in sud America, sempre nel 2006, esce “Viva Miguel”, ed. Affabulazione, libro ambientato nella foresta Amazzonica.

Nel 2008 pubblico “Nera delle Dune”, ed Affabulazione, romanzo ambientato in Libia a metà degli anni ’30.

Da diversi anni seguo e inseguo l’idea di un progetto di editoria sociale.